Attenzione: pesticidi nell'acqua potabile svizzera

a cura di Marketing (0 commenti)

In un punto di captazione su cinque, nell'acqua potabile viene rilevata una quantità di pesticidi superiore alla soglia di tolleranza. Le aziende dell'acqua potabile esigono adesso che tali sostanze siano completamente vietate in tali aree.

Oltre 2000 tonnellate di pesticidi: sono quelle impiegate dagli agricoltori ogni anno per proteggere il proprio raccolto da parassiti e malattie. Oltre che nei corsi d'acqua e nei laghi, i residui tossici vanno ad accumularsi anche nelle acque sotterranee: la principale fonte per l'approvvigionamento di acqua potabile in Svizzera. «Pesticidi organici, i relativi prodotti di degradazione e altre tracce di sostanze chimiche sono rilevabili in molte stazioni di misurazione e anche in determinati punti di captazione per l'acqua potabile in Svizzera», denuncia l'Associazione delle aziende dell'acqua potabile in una nuova presa di posizione. E aggiunge: «Le tendenze osservate sono molto preoccupanti.»

Il motivo alla base di tale preoccupazione si fonda sugli ultimi dati pervenuti dalla rete nazionale di monitoraggio delle acque sotterranee (NAQUA), secondo la quale, in una stazione di misurazione su cinque presso i punti di captazione di acqua potabile, sono stati rilevati pesticidi o i relativi prodotti di degradazione in una concentrazione superiore al valore di tolleranza, pari a 0,1 microgrammi per litro. In aree a coltivazione intensiva, tale valore viene superato persino nel 70% delle stazioni di misurazione.

«È necessario agire», afferma Martin Sager, Direttore della Società Svizzera dell'Industria del Gas e delle Acque (SSIGA). «Dobbiamo assolutamente impedire che altre e nuove sostanze vadano a contaminare l'acqua.» In caso contrario, in futuro diventerebbe impossibile continuare a fornire acqua potabile semi-naturale, se non depurandola prima a caro prezzo.

Falle nelle zone di protezione

A tal proposito, le aziende dell'acqua potabile esigono leggi più severe per regolamentare la conservazione delle acque sotterranee come risorsa di acqua potabile. L'uso di pesticidi dovrebbe essere pertanto del tutto proibito nelle zone di protezione in prossimità dei punti di captazione di acqua potabile e, nelle immediate vicinanze degli stessi, dovrebbero essere bandite almeno determinate sostanze che possono entrare in circolo nelle acque.

La SSIGA insiste inoltre sulla necessità di una più coerente applicazione delle normative vigenti poiché, attualmente, solo il 60% delle falde acquifere sono effettivamente designate come zone di protezione. Inoltre, anche laddove presente, il livello di protezione lascia spesso a desiderare, che sia per via della vicinanza di strade, di stabilimenti industriali o agricoli.

Con tali misure, la SSIGA intende proteggere le falde acquifere in modo più efficace e, tra le altre cose, impedire anche che a tal proposito si ricorra a mezzi più radicali. Attualmente, due comitati popolari stanno raccogliendo firme per nuovi progetti di iniziativa. L'iniziativa "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" esige il divieto generale dei prodotti fitosanitari artificiali, mentre l'iniziativa "Acqua potabile pulita e cibo sano" riguarda gli agricoltori: chi utilizza pesticidi o antibiotici sui propri terreni agricoli non dovrebbe più poter usufruire di regimi di sostegno diretto.

Appello agli agricoltori

Le aziende dell'acqua potabile reputano tali soluzioni troppo generalizzate e non in grado di raggiungere una maggioranza sul piano politico. Oltretutto, sono contrariate dal fatto che, nelle loro campagne, i promotori delle iniziative suggeriscano che l'acqua di rubinetto sia già oggi di qualità insufficiente e soggetta a troppi pochi controlli. «La qualità dell'acqua potabile è, oggi come allora, ottima», afferma Martin Sager.

La SSIGA si impegnerà piuttosto affinché le migliorie richieste siano rese efficaci e vincolanti nell'ambito del piano d'azione sui prodotti fitosanitari attualmente in via di stesura presso il Consiglio federale. Si batterà inoltre per fare in modo che, con la prossima riforma agraria, gli incentivi previsti dal sistema dei regimi di sostegno diretto siano maggiormente orientati ai criteri ecologici. «Ci aspettiamo che, nelle aree d'influenza delle riserve di acqua potabile, gli agricoltori riescano a trovare il modo di impiegare una quantità minore di pesticidi o di non usarne affatto», afferma Sager.

Oltre a ciò, la SSIGA chiama in causa anche le autorità di regolamentazione. L'Ufficio federale dell'agricoltura autorizza attualmente anche pesticidi dal rischio ecologico troppo elevato, continua Sager. Sarebbe opportuno considerare il trasferimento di tale autorità presso un organismo neutrale.

In questo contesto, le aziende dell'acqua potabile hanno deciso di non sostenere i progetti di iniziativa correnti. Tuttavia, qualora il Governo federale non dovesse intervenire, prenderanno in considerazione nuove azioni sul piano politico.

NZZ, Attenzione: pesticidi nell'acqua potabile svizzera: https://nzzas.nzz.ch/notizen/achtung-pestizide-im-trinkwasser-ld.1301514, consultazione il 10/07/2019.

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