“Crisi idrica” come conseguenza del cambiamento climatico? L’allarme degli ambientalisti

a cura di Marketing (0 commenti)

Gli ambientalisti invitano a cambiare mentalità ritenendo che la Germania stia attraversando una “crisi idrica” sulla scia del cambiamento climatico. Lanciano quindi un allarme, che non rimane inascoltato.

Fiumi e laghi diventano più caldi, le acque piovane si disperdono peggio, il livello delle falde acquifere scende: gli ambientalisti ritengono che la Germania stia attraversando una “crisi idrica” dovuta al cambiamento climatico e invitano a cambiare radicalmente mentalità.

Anche i gestori di acqua potabile invitano a tutelare maggiormente le risorse idriche, guardando in particolare all’agricoltura. Secondo l’Istituto federale dell’ambiente, benché nel complesso in Germania sia presente abbastanza acqua, negli ultimi due anni sono state registrate difficoltà a livello locale e regionale.

Il direttore del BUND: “Dare più spazio ai fiumi”

“Dobbiamo dare più spazio ai fiumi”, ha affermato lunedì il direttore del Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (BUND) spiegando cosa sarebbe necessario secondo l’organizzazione ambientalista: le golene dovrebbero poter tonare ad assorbire più acqua per ridurre il rischio dell’acqua alta e conservare gli habitat.

La navigazione dovrebbe essere adattata ai fiumi, e non il contrario. Gli agricoltori dovrebbero piantare colture adeguate e non quelle che “consumano grandi quantità di acqua potabile e acqua superficiale”.Ma il principio guida dovrebbe essere la protezione del clima.

“Già prima dell’inizio dell’estate erano visibili gli indizi di siccità e aridità”, afferma Bandt. “In alcune aree è già stato vietato il prelievo di acqua per l’irrigazione dai fiumi”.

In Europa il 40% delle acque di superficie sarebbe oppresso dal cambiamento climatico, dalle sostanze nutritive – come il concime – e da rettificazioni. Il livello delle falde acquifere in ampie zone della Germania è in calo da 30 anni, e fiumi e torrenti diventano sempre più caldi.

Eppure il deflusso di acqua dalla regione continua ad accelerare, per l’urbanizzazione, operazioni di drenaggio per la bonifica o la rettificazione dei corsi d’acqua.

La “crisi climatica” è anche una “crisi idrica”

“In estate viviamo periodi di siccità sempre più prolungati, mentre le precipitazioni assumono spesso l’aspetto di forti piogge”, ha spiegato l’esperta di acque del BUND Lilian Neuer, secondo cui la Germania si trova già nel bel mezzo di una “crisi climatica” e con essa di una “crisi idrica”.

Per la prima volta non è solo una questione di qualità dell’acqua, ma anche un “problema di quantità”. Se c’è meno acqua, diventa ancora più importante che questa non sia inquinata da residui di farmaci, concimi o inquinanti prodotti dall’industria mineraria. Con l’aumento dei conflitti per il suo utilizzo, è importante imparare a creare aree di stoccaggio intermedio e mantenere le risorse idriche nella regione.

L’Unione degli agricoltori ha parzialmente respinto le richieste del BUND, pur ravvisando a sua volta la necessità di agire. “In Germania l’agricoltura utilizza per l’irrigazione a pioggia solo l’1,2% dell’intero consumo idrico del Paese”, ha affermato Bernhard Krüsken, segretario generale dell’agenzia di stampa Deutsche Presse-Agentur (dpa).

“In Germania non è possibile trasformare la coltivazione di frutta e verdura in colture estensive di miglio”. Non sono le golene a trattenere l’acqua, dovrebbero essere le foreste e i terreni a farlo.

I gestori idrici mettono in guardia dalla concorrenza nell’uso dell’acqua

Un cambio di mentalità sarebbe però effettivamente necessario, secondo Krüsken, “e proprio in direzione della creazione di un’infrastruttura idrica e irrigua per le regioni particolarmente colpite dalla siccità, di una coltivazione più diffusa di specie resistenti alla siccità e della promozione di processi di lavorazione del suolo conservativi che non prevedono l’aratura”.

Anche i gestori idrici mettono in guardia dalla concorrenza nell’uso dell’acqua. Devono essere previsti e risolti possibili conflitti di interessi, ad esempio con gli agricoltori, ma anche con gli obiettivi di tutela ambientale, come affermato da un portavoce dell’Associazione delle imprese comunali (VKU) della dpa.

Laddove non sia presente abbastanza acqua per tutti gli interessati, l’approvvigionamento dell’acqua potabile dovrebbe avere la priorità. Un’opinione condivisa anche dall’associazione della gestione della acque BDEW: “I comuni dovrebbero avere progetti che includano ad esempio la fornitura da gestori idrici limitrofi, pozzi più profondi o un’estensione dei diritti idrici”, ha osservato il direttore esecutivo Martin Weyand.

https://web.de/magazine/wissen/natur-umwelt/wasserkrise-folge-klimawandels-naturschuetzer-schlagen-alarm-34793256, consultazione il 11/08/2020.

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