La scomparsa del ghiacciaio del Veleta: l'inizio della perdita di risorse idriche nella Sierra Nevada

a cura di Marketing (0 commenti)

I danni causati dal cambiamento climatico non lasciano nessuno indifferente. Il clima sta cambiando a passi da gigante: ormai si tratta di una realtà visibile a tutti. E il ghiacciaio del Veleta non fa eccezione. 

L'aumento delle temperature a livello globale, provocato dal cambiamento climatico, impone le sue conseguenze sui ghiacciai, soprattutto quelli più a sud, che finiscono per sciogliersi.

Ad oggi, il ghiacciaio più a sud d'Europa è quello del Calderone, in Italia, ma molti anni fa era un altro ghiacciaio a detenere il titolo: quello del Veleta.

Pico del Veleta, Sierra Nevada.

Dopo le Alpi, la Sierra Nevada è il massiccio montuoso più alto di tutta l'Europa occidentale. Appartenente al sistema della Cordigliera Betica, si estende soprattutto nella provincia di Granada e in parte di quella di Almería, in Andalusia. La Sierra Nevada ospita la vetta più alta della penisola iberica, il Mulhacén: con 3.482 metri di altezza, questa cima supera di poco il Pico del Veleta, che arriva a 3.479 metri sopra il livello del mare.

Grazie all'elevata altitudine, durante l'inverno vi si accumulavano grandi quantità di neve, il che ha contribuito alla formazione di un ghiacciaio nella parte nord.

Durante l'ultima glaciazione del Quaternario, circa 12.000 anni fa, la latitudine delle zone artiche è calata, provocando la comparsa di questo ghiacciaio nel cosiddetto “Corral del Veleta”, così chiamato per via della sua forma circolare. 

Corral del Veleta.

Qualche tempo dopo, la Terra ha attraversato un periodo di riscaldamento, che ha decretato la fine di molti dei ghiacciai che si trovavano nella Sierra Nevada, ad eccezione di quello del Veleta, che sopravvisse grazie alla sua altitudine e alla situazione eccezionale che lo contraddistingueva. È possibile che la sua posizione, nella conca della valle dove si è formato, abbia contribuito a isolarlo dai venti d'alta montagna.

Nella calda estate del 1913, il ghiacciaio del Veleta è scomparso per sempre, lasciando resti di ghiaccio fossile sotto le rocce, prova inequivocabile della sua esistenza.​ Verso la fine del XIX secolo, come segnalato da uno studio, più concretamente nel 1995, il ghiacciaio è ufficialmente entrato in fase di declino. L'aumento delle temperature ha impedito che facesse un freddo sufficiente a conservare il permafrost del ghiacciaio, anche alle altitudini più elevate.

Vista del versante sud del Pico del Veleta, dalla Sierra Nevada.

Ciò che risulta veramente preoccupante non è soltanto la scomparsa dei ghiacciai come questo, quanto il fatto assodato che la Sierra Nevada registra quantità di neve sempre inferiori, il che comporta la diminuzione delle risorse idriche a disposizione di Granada e Almería.

La Sierra Nevada rappresenta uno dei più grandi bacini d'acqua per Granada, che alimenta i fiumi con l'acqua del proprio disgelo, ma i ricercatori sono preoccupati soprattutto per l'aumento della sublimazione della neve, ossia il fatto che questa evapora dallo stato solido a quello gassoso senza passare per lo stato liquido, provocando la perdita di risorse idriche.

Sfortunatamente, pare che la diminuzione delle nevi, unita all'aumento delle temperature e alla scomparsa dei ghiacciai, non rappresenti altro che un inizio: adesso è nostra responsabilità fare il possibile per preservare e tutelare le nostre risorse idriche.

https://www.iagua.es/noticias/redaccion-iagua/extincion-glaciar-veleta-antesala-perdida-agua-sierra-nevada, consultazione il 26/03/2020.

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